01 marzo passeggiata - TEATRO KEIROS

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01 marzo passeggiata

QUESTO MESE > info in dettaglio

Domenica 01 Marzo ore 15.30

Federico
Virgilio

curriculum

La Città Eterna,
il tempo e la saggezza



Dopo un'estenuante giornata di lavoro, ritorno a casa e mi distendo sul divano per riposarmi; ed ecco che la stanchezza mi invade e mi getta nell'oceano del sonno. Ad un tratto mi ritrovo in una piazza ampia, davanti ad una chiesa di Roma. Cerco di capire dove mi trovo...mi si avvicina un uomo vestito con indumenti di un'epoca antica. Lo riconosco: è Seneca. Mi parla in modo affabile e mi fa notare che in quella chiesa è conservato qualcosa con la quale, ai suoi tempi, veniva misurato il tempo. <<Cos'è il tempo per te?>>,mi chiede. La domanda mi coglie alla sprovvista: <<Qualcosa di molto vago che ci domina e non sappiamo controllare>> risposi io. Mi fa notare che, in ogni caso, non è che non abbiamo tempo, ma lo usiamo male e mentre aggiungeva alcune cosiderazioni essenziali sul tempo, camminiamo finché ci troviamo davanti al Pantheon, sostandovi davanti: <<Vedi? questo tempio conserva un tempo, quello divino>>. Così, impegnandomi a seguire e comprendere le argomentazioni del filosofo romano, mi accorgo che arriviamo a piazza Navona. Ero pieno di dubbi e di domande: <<Qual è un modo saggio di usare il tempo?>>; Seneca mi rispose: <<Ricorda: ogni giorno che passa, prenditi del tempo per te stesso!>>. Al suono di quelle parole, così chiare e vivide, mi risveglio, tornado alla realtà della mia confortevole casa. Non so quanto tempo rimasi addormentato, ma di sicuro era stato un tempo ben speso."

Itinerario :

Piazza S. Lorenzo in Lucina

Piazza della Rotonda
Piazza Navona


La passeggiata filosofica




Il significato filosofico della passeggiata è da sempre intrinsecamente connesso con il momento della meditazione, tanto di alto profilo, quanto quotidiana, alla mano, alla portata di tutti. Per non dire poi del fatto che, nella scuola peripatetica, essa si traduce nel modo stesso in cui è articolata la lezione, nel rapporto che si dà fra docente che guida e discenti che lo seguono.

E, anche in questo caso, ad aprire i giochi è stato Platone. In lui troviamo, infatti, il primo esempio di passeggiata come forma di meditazione, nel senso che essa fa da cornice a uno dei suoi dialoghi più belli: il Fedro. Il quale inizia con Socrate che incontra Fedro alle porte di Atene, diretto a cercare sollievo alla calura estiva fuori le mura della città. Il primo decide, così, di unirsi al secondo, per ascoltare, riferito da lui, il discorso sull’amore tenuto, poco tempo prima, dal più grande retore di quel momento: Lisia. Il proposito dei due è di trovare un sito tranquillo in cui sostare, lungo le rive del fiume Ilisso, luogo che individuano all’ombra di un platano altissimo, presso il quale si leva una brezza refrigerante e dove fiorisce un soffice tappeto d’erba sopra cui distendersi.

Ora, è proprio qui che Socrate, elogiando il carattere “sacro” del luogo in cui si trovae affermando di sentirsi particolarmente ispirato e, quindi, in piena sintonia atmosferica con esso, pronuncia il suo famoso discorso imperniato sul tema dell’amore. E all’amore Platone dedica – come si sa – non solo il Fedro, ma anche il Simposio, dialogo che, forse non a caso, mette in scena anch’esso, nel prologo, una passeggiata filosofica. Qui, Glaucone ed Apollodoro, camminando, fanno il percorso inverso a quello di Socrate e Fedro. Si incontrano, infatti, fuori le mura della città e il primo chiede al secondo se, lungo la via del ritorno, può raccontargli i particolari di un simposio tenutosi, diverso tempo prima, a casa di Agatone, a cui avevano partecipato i convitati, fra cui lo stesso Socrate, che si erano intrattenuti discorrendo, fino all’alba, sul tema dell’amore. Un passo del Simposio (173b), su cui vorremmo richiamare l’attenzione, è laddove Glaucone dice ad Apollodoro che la passeggiata sembra fatta apposta per parlare e per ascoltare: parlare e ascoltare che non sono altro che le due articolazioni strutturali di cui vive il dialogo. Dobbiamo chiederci, così, se, in Platone, uno che non ha scritto altro che dialoghi – visto che anche l’Apologia di Socrate, in qualche modo, lo è –, non si dia una connessione strettissima fra metodo di ricerca dialogico e passeggiata.

La nostra ricognizione poi prosegue prendendo in considerazione altri esempi di passeggiata come “esercizio spirituale” quotidiano e forma di meditazione, relativi a un altro filosofo: J.-J. Rousseau e a due scrittori: H. D. Thoreau e R. Walser.

Giuseppe D'Acunto - Federico Virgilio

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