03 dicembre - TEATRO KEIROS

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03 dicembre

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Sabato 03 Dicembre ore 21

Luigia De Seta
curriculum

Alessia Alciati
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Ylenia Politano
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sopra, George Sand nel dipinto di Auguste Charpentier  (1838),
Chopin ritratto da Maria Wodzinska nel 1835;
in basso, Chopin e Sand (cartolina di Adolf Karpellus)

programma  musicale

 

Frédéric CHOPIN

 

Preludi op. 28 n. 1 e 17

 

Fantasia improvviso op. 66

 

Notturni op. 2 n. 1 e 2;
op 37 n 1; op. 62 n. 2

 

Ballata n. 1 o.p 23

 

Valzer op. 64 n 2 e op. 69 n. 2

 

Scherzo op. 53 n. 3

 
 



Il tormento e l'estasi creativa

Frédéric Chopin - George Sand




Frédéric Chopin e George Sand si incontrarono a Parigi nel 1838. Il loro fu un intenso, affascinante e complicato rapporto tra due personalità molto diverse, prima amici e poi amanti. Chopin, allora ventiseienne, con il suo straordinario talento aveva già conquistato il pubblico dell’intera Europa, mentre Aurore Dupin – così si chiamava realmente la scrittrice - di sei anni più grande, era una donna indipendente, che vestiva da uomo e fumava i sigari, separata dal marito, con alle spalle numerose relazioni e di tendenze repubblicane e rivoluzionarie.

 
Chopin suona nel salotto del Principe Radziwills, dipinto di H. Semiradzki,1887
caricatura di George Sand, di A. Lorentz, pubblicata nel Miroir Drolatique,1842


I due si innamorarono perdutamente e il loro rapporto durò otto anni ed ebbe il suo culmine nelle estati a Nohant, nella casa di campagna di lei dove i due, soli o circondati da una piccola cerchia di amici, artisti con i quali conversare di pittura, arte e letteratura, trascorsero sette estati. Una stagione intensa, ricca di luci e ombre, di emozioni e malinconia, tra passeggiate tra i boschi e le cure materne e premurose della Sand, lontano dalla vita parigina, dai salotti, dalle lezioni e dagli allievi. Nohant è il luogo, sconosciuto a molti, dove presero vita sonate, scherzi, ballate, improvvisi, notturni, valzer, polacche e mazurche. E’ lì, in quegli anni, che il suo genio e la sua straordinaria capacità espressiva toccarono l’apice. In quel posto incantato, in quel paesaggio campestre dove Chopin ritrovò l’estasi dei luoghi tanto amati da ragazzo, intrisi di canti e di musica popolare.


la residenza di George Sand a Nohant


Ascoltando le composizioni del musicista e leggendo le opere della poetessa è legittimo interrogarsi sulla loro relazione, su cui molti nel corso dei secoli hanno scritto, spesso prendendo le parti dell’uno o dell’altra, da un punto di vista squisitamente artistico. Chopin e Georges Sand lavorarono per sette anni gomito a gomito: Chopin alle sue partiture cui si dedicava con scrupolosa attenzione, cancellando, provando e riprovando, sempre alla ricerca della perfezione; Georges Sand presa dai suoi romanzi e dalle richieste degli editori. Ed è sempre Nohant il luogo prescelto dove il musicista regalava ai pochi fortunati il privilegio dell’improvvisazione, quel divagare sui tasti che, una volta trovato il perfetto accordo tra ambiente e anima di ogni istante, risultava celestiale per chi ascoltava.


il pianoforte nel salone di Nohant


Non si può negare che le sue opere più importanti, Chopin, le scrisse a Nohant durante il travagliato rapporto con la scrittrice. E quando la loro storia finì, l’estasi creativa e la sommità di sintesi poetica e compositiva raggiunta in quegli anni, lasciarono spazio al silenzio e alla sofferenza della malattia. Quanto a lei, visse ancora molti anni dopo la morte del musicista. Dopo la rottura si rividero solo una volta nel 1848, lei avrebbe voluto parlargli ma lui si ritrasse. Probabilmente se Chopin avesse saputo che la scrittrice era pronta a correre da lui e se lei avesse saputo quanto il musicista l’avesse cercata, chiamata, rimpianta e amata come un figlio fino all’ultimo, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente.

  
L'unica fotografia conosciuta di Chopin, attribuita a Louis-Auguste Bisson (1849);
George Sand fotografata da Nadar (1864)


Ma agli amanti di tale mirabile produzione artistica resta la gratitudine per ciò che Chopin è stato capace di scrivere e rappresentare quando aveva al suo fianco la Sand che mai si pentì del suo ruolo di infermiera, in una resa incondizionata agli impeti e alle prostrazioni di un’anima costantemente in preda alla febbre, con l'unica, grande ricompensa di anni di tenerezza, fiducia e gratitudine.

Luigia De Seta



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