03 novembre - TEATRO KEIROS

Vai ai contenuti

Menu principale:

03 novembre

QUESTO MESE > info in dettaglio

Venerdì 03 Novembre ore 21

Alessandro Conti
curriculum

Alessandro Conti - Ph. Glass, Mad  Rush

Programma

 

Philip GLASS (1937)

 

Opening

 

Metamorphosis I-V

 

Dreaming Awake

 

Mad Rush

 

Closing (“Mishima”)

 


Progetto Glass
The Complete Piano Music

1. Original Works


Col programma di questo concerto – il primo della serie dedicata all'opera pianistica di Philip Glass – non si vuole soltanto proporre la produzione che il compositore dedicò originariamente allo strumento, dalla fine degli anni '70 fino al 2007, anno di stesura di Dreaming Awake.

È anche questo, certo, secondo un ordine di composizione del Progetto che segue in fondo i differenti utilizzi e concezioni della "tastiera" (quale che ne sia lo strumento che la incarna, ogni volta contestualmente).


L'impegno che, esotericamente, si è deciso però di assumere in questo primo incontro dedicato agli Original Works è quello di appropriarsi e approfondire una intuizione esegetica che fu di Enzo Siciliano, esposta in un breve (ma "piena di cose proprie") pagina del proprio diario di ascolto, intitolata "Glass e la malinconia".

In quelle riflessioni cursorie, veniva infatti suggerito, attraverso un fondamentale riferimento iconografico, un possibile centro poetico della musica di Glass, con queste lucidissime parole:

«Il cuore dell'ispirazione di Glass è la malinconia: l'iterazione cui il musicista indulge aderisce allo sguardo fisso della famosa incisione di Dürer. In questa musica c'è una riga di patibolare angoscia, anche nella chiarezza comunicativa dell'espressione».

L'angelo melanconico düreriano (effige dell'arte stessa) è la figura dell'insistita mestizia che avvolge le note di Glass, fin da Mad Rush o, ancor più, nel ciclo delle Metamorphosis, dove la ripetizione (variata, trasfigurata, ricreata) assume i tratti di una prolissità sublime e ieratica. Lo sguardo fisso e crepuscolare dell'angelo è quello di un'arte che "interroga se stessa", formulando la domanda residua sulcammino che ci proietta universalmente nel non-sapere-ancora della nostra destinazione.

Typus acediae, la creatura alata si arresta sulla soglia di uno spazio visionario, dove gli oggetti della vita activa vengono traslati e svuotati del loro significato, della loro funzione ordinaria, del loro contesto, così apparendo, alla crepuscolare irrealtà dello sguardo angelico, estraniati e privi di consistenza.  

Dal nostro punto di vista, se ci è permesso, quegli oggetti (pialla, chiodi, martello, clessidra) sono, per analogia, tutta la techne della scrittura musicale, la sapienza che si declina nel fare creativo dell'Autore.

Armonia, tempo, metrica, contrappunto, ritmo, fraseggio – ogni componente del "linguaggio" della musica viene ricondotta a configurazioni elementari e straniata in un'espressività limpida, tersa e geometrica come la screziatura di un primordiale cristallo.

Quest'alienazione della storia (cioè a dire della tradizione e del passato di cui quegli strumenti sono intrisi) diviene però essa stessa mondo,dimora – Musica,in cui risuona la malinconia, come fosse la voce di quella sospensione trasognata.

Alessandro Conti

.

Torna ai contenuti | Torna al menu