04 dicembre - TEATRO KEIROS

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04 dicembre

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Domenica 04 Dicembre ore 18

Il Giardino di Arcadia
curricula

programma

 

Nicola PORPORA  (1686 - 1766)

Freme il mar,
cantata per alto, flauto e b.c.
(aria - recitativo - aria)

 

Roberto VALENTINO  (1671 - 1747)

Sonata per traversiere e b.c. Op. 12 n° 2
(adagio - allegro - largo - allegro)

 

Francesco MANCINI   (1672 - 1737)

Filli mia, tu infedele,
cantata per alto, flauto e b.c.
(recitativo - aria - recitativo - aria)

 

Giovanni BONONCINI  (1670 - 1747)

Sonata I in la minore per violoncello e b.c. (andante - allegro - menuet, grazioso)

 

Antonio BONONCINI  (1677 - 1726)

Idol mio, mio bel tesoro,
cantata per alto, flauto e b.c.
(aria - recitativo aria)

 

sopra, i ritratti di Nicola Porpora (Napoli 1686 ? – 1766)
e Antonio Maria Bononcini (Modena 1677 – 1726)

sopra, Jakob Philipp Hackert (1737–1807), Paesaggio con rovine;
Veduta di Napoli con il Vesuvio, gouache;
Pietro da Cortona (1596 – 1669) L'età dell'oro, Palazzo Pitti



Filli, tu sai s'io t'amo

Cantate e sonate del '700 italiano




La cantata, un genere vocale-strumentale che deriva direttamente dal Madrigale cinquecentesco, è la forma cameristica principe nel corso del XVIII sec. in Italia. L’enorme mole di cantate prodotte in Italia che ci sono pervenute e che oggi sono conservate nelle biblioteche testimoniano la grande attenzione dei compositori e del pubblico verso questo genere.


  


Le tre composizioni vocali che presentiamo oggi sono emblematiche della struttura che la cantata aveva raggiunto nel ‘700, una struttura basata sull’ alternanza recitativo-aria che trova un corrispettivo anche nelle scene d’opera del tempo. Il soggetto, basato quasi sempre sulle pene d’ amore patite da un amante tradito, abbandonato o ignorato, traggono spunto dall’ antichità classica o dalla favola pastorale ad essa ispirata, che tanta parte ebbe nella strutturazione culturale del barocco.

 


Lo strumento solista che dialoga con la voce assume qui una connotazione non solo puramente musicale, ma descrittiva, il flauto in particolare, strumento associato alla pastorizia e alle scene agresti in generale è quindi più del violino protagonista in associazione ai testi di ispirazione arcadica.





Le cantate presentate e la sonata per traversiere hanno un comune filo conduttore: la città di Napoli.





Infatti le tre cantate sono tutt’ oggi conservate presso la Biblioteca del Conservatorio S. Pietro a Maiella di Napoli, e sono scritte da autori napoletani o di scuola napoletana, mentre la sonata di Roberto Valentino (Robert Valentine) è scritta da un inglese naturalizzato romano ma che dedica la raccolta da cui è tratta ad un nobile napoletano. Musica quindi proveniente da un area geografica e culturale ben specifica, ma che ha influenzato in maniera prepotente la produzione musicale europea coeva.


(Il Giardino di Arcadia)



Si ringrazia Teresa Notaro per la gentile collaborazione.

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