04 febbraio - TEATRO KEIROS

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04 febbraio

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Sabato 04 Febbraio ore 21

Daniele Mutino
curriculum




<<… Poi salì sul palco. (…) E accadde qualcosa che nessuno aveva previsto, ma forse tutti avevamo inconsciamente desiderato: entrammo tutti a far parte del sogno del cantastorie. Un sogno immenso.

Daniele Mutino, il più sperduto tra I Cosacchi Sperduti, possiede il dono di farti sentire a casa ovunque egli si trovi. Nomade e stanziale, la sua stella fissa la musica “del mondo e del cuore” che orienta ogni sua scelta e aspirazione. Cantastorie e compositore, non potrebbe vivere senza la sua fisarmonica con cui fa corpo unico, unico respiro. Non segue tempo e misure, segue la melodia della sua percezione interiore: brezza e burrasca, annuvolamenti e schiarite, grandine e brina. Contro tutto ciò che non gli piace di questo mondo, egli oppone la sua arte e il suo sorriso, e una grazia contagiosa che si trasmette al pubblico con effetti immediatamente benefici. È qui la sua forza, saper sciogliere i nodi con dolcezza, alleggerendo gli animi e stimolando la mente>>.

Maria Lanciotti
(dal libro “Storia di un cantastorie - Daniele Mutino una fisarmonica itinerante”, ed. Controluce, 2014)



Carovane

omaggio musicale
alla radice nomade del nostro animo



Un concerto narrativo che racconta in musica:

- le mistiche carovane di nomadi descritte da Alecsander Borodin
 nel suo poema sinfonico "Nelle steppe dell'Asia centrale",
- le vie dei canti degli aborigeni australiani,
- la genesi vagabonda della fisarmonica,
- la dolorosa e mai gioiosa Taranta e il dramma
 dell'emigrazione dal Sud Italia,
- la "poetica dell'assenza" cantata dal tango,
- la fuga precipitosa nella notte della Sacra Famiglia, costretta a farsi profuga in terra straniera per scappare dalla violenza del potere, scaraventata da un sogno in un pericoloso viaggio nel deserto,
- la forma assunta dall'Amore durante la guerra dei Balcani,
- una piccola barca sorpresa dalla tempesta nella notte, la cui salvezza è aggrappata ad un canto di marinai,
- il sogno di una rondinella che, essendo la sua nidiata minacciata da neri sparvieri, tesse una trama di fili d'oro ad unire le persone del mondo,
...ed infine la morte e, soprattutto, la vita, a segnare il nostro pellegrinaggio su questa terra.

Una fascinosa celebrazione musicale della 'radice nomade' dell'animo umano. . .



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