07 aprile - TEATRO KEIROS

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07 aprile

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Domenica 07 Aprile ore 18

Andrea Botto
curriculum

Brunella De Socio
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Programma

 

Gioachino ROSSINI – Ferdinando CARULLI

Ouverture da Eduardo e Cristina

 

Ferdinando CARULLI

Gran duo Concertante, op.65
- Moderato  - Adagio  -Allegretto

 

Johann Kaspar MERTZ

Wasserfahrt am Traunsee
(con chitarra terzina)

La Grotta di Fingal
(da Bardenklänge op.13, per chitarra sola)

 

Rodion SHCHEDRIN

A la Albéniz (per pianoforte solo)

 

Mario CASTELNUOVO-TEDESCO

Fantasia
- Andantino  - Vivacissimo

 

Enzo BORLENGHI

Fantasia

 

Gianpier Luigi GERMANO

Fantasia Concertante

 


InAudito!



Il rapporto tra la chitarra e il pianoforte è difficile da immaginare, la quantità di suono, le possibilità tecnico-espressive hanno separato nettamente la storia dei due strumenti.

In realtà non è sempre statocosì, nei primi decenni dell’800 una particolare situazione musicale e culturale ha permesso il rapporto vivo tra la chitarra ed altri strumenti.

Se Ferdinando Carulli (1770-1841) fu particolarmente prolifico con i suoi circa quaranta numeri d’opus col pianoforte, non fu però l’unico, troviamo infatti non solo i coevi Diabelli o Giuliani, ma anche i più noti Carl Maria von Weber e J.N.Hummel.

Non sorprenderà in questo contesto primo Ottocento, di leggere delle 12 Ouvertures di Rossini adattate al duo pianoforte – chitarra da Carulli e di numerosi duetti di ampie prospettive e di grande impegno formale.

L’affermazione della sensibilità romantica pone una lastra tombale sulla vita pubblica della chitarra, il brano J.K.Mertz (1806-1856), che descrive una gita sul lago austriaco di Traun, è uno dei rari pezzi di musica di insieme in cui di due strumenti si confrontano. La chitarra terzina ebbe un discreto successo durante il primo Ottocento, fu una chitarra accordata una terza sopra con una sonorità di maggiore impatto.

Seguirà un lungo silenzio, in pratica fino al secondo Novecento, quando qualche volenteroso compositore proverà a riannodare i fili di un rapporto troncato da oltre un secolo.

accanto, Rodion Shchedrin (Mosca 1932) con la moglie Maya Plisetskaya

più in alto a sin.,
Gioachino Rossini (Pesaro 1792 – Passy  1868)
Ferdinando Carulli (Napoli 1770 – Parigi 1841)


Il brano solistico di Mertz descrive la furia degli elementi che si abbatte sulla famosa grotta, che si apre direttamente sul mare.

Il brano pianistico di Rodion Shchedrin (n.1932), dedicato alla moglie, la grande ballerina Maya Plisetskaya, si inserisce in un filone di “a la manière de...” cioè brani scritti in uno stile compositivo ben riconoscibile di altro compositore (si pensi a “a la manière de..Emmanuel Chabrier”di Ravel). In questo caso, oltre ad Albeniz, viene evocato anche uno strumento (“quasi chitarra” nella parte centrale). Il materiale viene trattato in maniera molto personale, con silenzi e “gesti” accuratamente prescritti (“pugno”).

Il termine “Fantasia” che ricorre invariabilmente, dice in realtà della difficoltà di far dialogare due strumenti così diversificati.

Mario Castelnuovo-Tedesco propone un serrato dialogo tra uno strumento all’altro di spunti melodici e ritmici, testimonianza del suo stile impeccabile e della dedica ad Andres Segovia e alla sua moglie pianista.

La Fantasia di Enzo Borlenghi (1908-1995), brano breve ma intenso, è dominato da una marcata vivacità ritmica, anche se il suo amico e biografo Giorgio Magri scrive che in generale la produzione di Borlenghi è caratterizzata da una sorta di “nevrastenia sonora che ben traduce il suo complesso mondo psicologico”

A conclusione il sontuoso brano di Gianpier Luigi Germano intessuto di memorie musicali.

Andrea Botto - Brunella De Socio

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sopra, Mario Castelnuovo-Tedesco
(Firenze 1895 – Beverly Hills 1968)

Johann Kaspar Mertz
(Bratislava  1806 – Vienna 1856)

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