09 settembre - TEATRO KEIROS

Vai ai contenuti

Menu principale:

09 settembre

QUESTO MESE > info in dettaglio

Venerdì 09 Settembre ore 21

Classic Trio
Luigi Tufano - Lara Cocca - Francesco Sorrentino
curricula


Il flauto della Rivoluzione


Nella seconda metà del settecento il flauto traverso subisce delle trasformazioni che segneranno un punto di svolta irreversibile nell’organologia dello strumento: ovalizzazione del foro di insufflazione, innalzamento del diapason, suono potenziato, aggiunta delle chiavi, estensione del registro in basso e in alto.

La scelta operata dal “Classic Trio” dei brani in programma è motivata dall’esigenza di presentare una breve ma variegata rassegna degli stili dell’epoca.

In alto, Haydn visto da Thomas Hardy (1792); Devienne in un ritratto attribuito a Jaques Louis David (1792 ca.),
Johann Christian Bach effigiato da Thomas Gainsborough (1776).

 

programma

 

Joseph HAYDN (1732-1809)

Trio Hob. IV:3
- Spiritoso  -  Andante  -  Allegro

 

Johann Christian BACH (1735 – 1782)

Trio in sol maggiore
-  Allegro assai  -  Larghetto  -  Presto

 

François DEVIENNE (1759 - 1803)

Trio
-  Allegro con gusto  -  Adagio  - Tempo di minuetto

 

Joseph HAYDN (1732-1809)

Trio Hob. IV:1
-  Allegro moderato -  Andante -  Finale (Vivace)

 



Il 1792 è l’anno della composizione del celebre inno concepito inizialmente come “Canto di Guerra per L’Armata del Reno” ma che divenne ben presto un canto patriottico e poi rivoluzionario: “La Marsigliese”.

La rivoluzione del flauto comincia poco prima a Londra dove i flautisti Joseph Tacet e Pietro Grassi Florio favoriscono e promuovono la meccanizzazione con l’aggiunta delle chiavi suggerendone i vantaggi ai costruttori britannici.

Lo strumento, detto all’epoca “all’inglese”, trova un rapido consenso tra i musicisti e tra i flautisti d’oltre manica dal momento che alla tecnica del traversiere aggiunge quella delle chiavi con notevoli benefici in termini di intonazione, omogeneità timbrica e potenziamento dinamico.

Nel continente invece il suo utilizzo incontra sacche di resistenza: tra tutte quella di Francois Devienne, primo insegnate di flauto al Conservatorio Nazionale superiore di Parigi. La diffidenza nei confronti del nuovo strumento viene superata da Devienne solo negli ultimi anni di vita.

Ma già il suo successore alla cattedra di flauto, Antoine Hogot, ne prescrive l’utilizzo e quindi ne determina la definitiva consacrazione.

Il senso profondo di questa proposta concertistica è quello di tentare di restituire agli ascoltatori l’emozione derivante dall’uso di strumenti musicali il più possibile appropriati al repertorio presentato, nel tentativo di coniugare al massimo grado le esigenze artistiche di ogni buona interpretazione con le informazioni sulla prassi esecutiva attinte dalle fonti storiche.

Classic Trio


.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu