10 ottobre - TEATRO KEIROS

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10 ottobre

QUESTO MESE > info in dettaglio

Giovedì 10 Ottobre ore 21

Brunella De Socio
info

Ludwig van Beethoven
(Bonn1770 –  Vienna 1827)  
ritratto, Carl Jäger (1838-1887)

Dmitrij Shostakovich
(San Pietroburgo 1906 – Mosca1975)

Programma

 

Ludwig van BEETHOVEN

7 Bagatellen op.33 (1802)                                                                                                                   
- Andante grazioso, quasi allegretto
- Scherzo allegro/Minore/Trio –  
- Allegretto
- Andante
- Allegro, ma non troppo

- Allegretto quasi Andante con una
  certa espressione parlante
- Presto

 

Dmitrij SHOSTAKOVICH

Preludi op.34 (1932/33)                                                                                         
- n.1 in Do Magg: Moderato
- n.2 in La min: Allegretto
- n.3 in Sol Magg: Andante
- n.4 in Mi min: Moderato
- n.5 in Re Magg: Allegro vivace
- n. 6 in Si min: Allegretto
- n.7 in La Magg: Andante
- n.8 in Fa # min: Allegretto –
- n.9 in Mi Magg: Presto
- n.10 in Do# min: Moderato non troppo
- n.11 in Si Magg: Allegretto
- n.12 in Fa# min: Allegro non troppo
- n.13in Fa# Magg: Moderato
- n.14 in Sibmin: Adagio
- n.15 in RebMagg: Allegretto
- n.16 in Sibmin: Andantino
- n.17 in LabMagg:  Largo
- n.18 in Fa min: Allegretto
- n.19 in MibMagg: Andantino
- n.20 in Do min:  Allegretto furioso
- n.21 in SibMagg: Allegretto poco moderato
–n.22 in Sol min: Adagio
– n.23 in Fa Magg: Moderato
– n.24 in Re min: Allegretto.

 


... giocosamente...


Le forme brevi, che non siano cioè forme “architettonicamente” complesse ed estese quali la sonata o la sinfonia, spesso sono considerate una parte minore della produzione di un compositore poiché sono cornici che delineano uno spazio nel quale il contenuto musicale è condizionato dalle dimensioni ristrette. Ma
come sempre non sempre è così. A dimostrazione di ciò ho scelto alcuni compositori di notevole “peso” per supportare il concetto espresso.

Il termine bagatella viene dal francese e significa qualcosa di poco importante, di poco valore. Il termine fu usato per la prima volta da Francois Couperin per una sua composizione del 1717, e voleva designare un pezzo breve.

Dopo di lui nell’800 usò questa definizione il sommo  Beethoven, il quale compose ben tre raccoltedi Bagatelle (op.33, op.119 e op.126) in vari periodi della sua vita. Ovviamente le bagatelle di Beethoven pur sembrando composizioni semplici e leggere, sono di alto contenuto artistico.

L’op.33 fu composta nel 1802 e pubblicata nel 1803 e i 7 pezzi che ne fanno parte sono costruiti principalmente in forma ternaria. Beethoven in generale usa questa forma breve per esprimere vari stati d’animo. L’op.33 ci mostra un Beethoven giocoso e pieno di buonumore, anche se in quel periodo l’autore aveva iniziato ad affrontare ed accettare una catastrofe per la sua vita: la progressiva perdita dell’udito. Il Testamento di Heiligenstadt  è proprio del 1802.






Shostakovic  con i Preludi op. 34 fa una operazione simile: la forma breve e non definita del preludio lo porta a esprimere in forme e linguaggi vari una vasta gamma di contenuti di volta in volta seri, ironici, amorosi, furiosi. I 24 preludi sono ordinati per tonalità maggiori con relative minori seguendo il circolo delle quinte. L’idea di scrivere in tutte le tonalità proviene da lontano. Uno dei primi a comporre preludi (e fughe) organizzati in maniera sistematica per affrontare quasi tutte la tonalità è Caspar Ferdinand Fischer che nel 1702 compone “Ariadne Musica”( 20 preludi e fughe), opera ritenuta fonte di ispirazione per il celeberrimo “Clavicembalo ben temperato” (48 preludi e fughe)scritto tra il 1718 e il 1742 da Johann Sebastian Bach. Moltissimi compositori hanno usato questa formula, sia per i cicli soli preludi (basti pensare a Chopin e Skrjabin) che per le raccolte di preludi e fughe (tra essi anche lo stesso Shostakovic ).In realtà per Shostakovic le tonalità non costituiscono un aspetto evidente, tant’è che le troviamo espresse in maniera chiara solo all’inizio e alla fine di ogni preludio. L’op. 34 fu iniziata nel 1932, conclusa ed eseguita dall’autore in persona nel 1933. Prima di questa serie di preludi, Shostakovic aveva scritto ben poco per pianoforte solo: la Sonata op.1 (1926) e 10 Aforismi (1927), opere nelle quali mostrava il suo aspetto iconoclasta. Nell’op. 34 questo aspetto risulta un po’ ammorbidito: il compositore gioca con  diversi linguaggi di compositori di varie epoche, interpretando tutto attraverso la propria personalità.

Brunella De Socio

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