13 aprile - TEATRO KEIROS

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13 aprile

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Giovedì 13 Aprile ore 19


La bellezza splenderà fra le realtà di lassù come Essere. E noi venuti quaggiù, l'abbiamo colta con la più chiara delle nostre sensazioni, in quanto risplende in modo luminosissimo [...]: solamente la Bellezza ricevette questa sorte di essere ciò che è più manifesto e più amabile.

(Platone, Fedro 250 D)

Federico
Virgilio
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Giuseppe
D'Acunto
curriculum


La bellezza salverà il mondo?

L'educazione al bello come opportunità per l'umanità del futuro




Risuonano ancora attuali le parole che Dostoevskij pronuncia nel celebre romanzo l'Idiota sulla capacità salvifica della bellezza, la quale, tuttavia, pone un ulteriore interrogativo: <<Quale bellezza salverà il mondo?>>. Se il bello esiste, non solo come criterio estetico ed artistico, allora la profezia dello scrittore russo può e potrà avverarsi; sempre che l'uomo creda ancora nei valori...




Caffè filosofico



Il Caffè filosofico (o Café philò) nasce a Parigi nel 1992 ad opera del filosofo Marc Sautet che organizzava ogni domenica al Café de Phares, a Place de la Bastille, incontri con amici, conoscenti e curiosi per impegnarsi nello scambio di idee in stile filosofico sui più disparati argomenti.



Lo scopo principale di questa pratica filosofica è quello di filosofare insieme: il filosofo si mette a disposizione dei partecipanti, profani più o meno di conoscenza filosofica, per mettere in discussione punti di vista, opinioni comuni, risposte e soluzioni ritenute certe, perché la giusta posizione del filosofo è quella dell’interrogare, non affermare, ‹‹mettere in dubbio›› ciò che pensiamo di sapere, ‹‹vederci chiaro›› lì dove l’insensatezza, la contraddizione, il paradosso minano le nostre certezze.




In questo senso la filosofia rappresenta ‹‹uno stato d’animo, un modo di usare l’intelletto››. Il dibattito comune, nel quale ognuno può prendere parte, proporre la propria opinione, difenderla e sottoporla all’esame altrui, e la riflessione collettiva, che impegna ciascuno alla ricerca di una possibile soluzione della questione discussa, sono elementi essenziali caratterizzanti il Café philò. Pertanto questa pratica filosofica si configura come luogo adatto a riscoprire la fiducia nella ragione e nella democrazia, riconsegnando al filosofo (e alla filosofia) il suo ruolo perenne:



"La vocazione del filosofo non è di tacere. Non è ripiegandosi su se stesso che sostiene il suo ruolo, ma andando per la strada, in città, mescolandosi alla vita della gente, passeggiando nella piazza del mercato, tra la folla di venditori e imbonitori. Interrogando gli uni e gli altri. Discutendo. Non perché sa, perché dispone di un sapere superiore, ma perché invidia coloro che sanno o pretendono di sapere. Vuole sapere, ma non vuole essere ingannato. E, se ha una cosa da insegnare, è questa. Ha bisogno di applicazione, di metodo, attenzione, concentrazione, calma, ma anche del contrario: il confronto con la realtà, il rapporto con la gente, la sfida a coloro che abusano degli altri. La meditazione e la lotta. Il silenzio e il brusio. La solitudine e l’agorà ". (M. Sautet “Socrate al caffè”)



Chiunque partecipa ad un Café philò può trascorrere una esperienza stimolante, appassionante, capace di arricchirlo e di fargli riscoprire quelle attività e quei valori che costituiscono i pilastri della cultura umana: l’uso della ragione e la convivenza civile.



Il termine caffè filosofico (dal francese Café Philosophique) rimanda agli anni del Settecento, quando era comune riunirsi nei salons e nei café per discutere di argomenti di diversa natura.




Pratica nata in Francia come esercizio dell'opinione, non confinato nei complessi problemi filosofici, ha subito varcato i confini nazionali, giungendo anche in Italia. La discussione, nei caffè o in luoghi non convenzionali, è pratica giunta fino ai giorni nostri.

il prossimo 'Caffé':
gio. 04 maggio

in alto, 'L'Accademia di Platone', di Salvator Rosa (1662) dett.;
sopra, Dostoevskij
nel 1863 a Parigi;
un fotogramma de 'La Grande Bellezza' di Paolo Sorrentino (2013);
Felice Casorati,
Conversazione platonica (1925);
il celeberrimo Apollo del Belvedere (350 a.C. circa);
accanto, Anselm Feuerbach,
'Il simposio di Platone' (1873)

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