14 dicembre - TEATRO KEIROS

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14 dicembre

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Giovedì 14 Dicembre ore 19.30


La poesia
come espressione
di una nuova sensibilità



Si può certo dire che la poesia fin dai tempi antichi, nella sua origine sia sempre stata una manifestazione di sensibilità umana. Già tra l'Iliade e l'Odissea vi è un grande divario di sensibilità artistica. Nella prima si cantano la gloria delle armi, nella seconda si parla del viaggio che un uomo deve fare per congiungersi con una donna come gloria della coppia. L'Eneide aggiunge un ulteriore sfacettatura. La bellezza dell'uomo pio devoto alla famiglia e agli dei con abnegazione stioca. Nel '500 con l'orlando Furioso si esprime un nuovo amore, quello cortese, che pervade l'uomo il quale non è più vincolato al giuramento del Re né tnto meno a quello cristiano.

La poesia con i suoi personaggi è sempre stata espressione della sensibilità di un popolo o di un periodo storico.
Siamo arrivati alla fine del '900 e siamo entrati nel 200. Come potrà essere la nuova sensibilià espressa dalla poesia contemporanea?
Lorenzo Limoncelli

Il termine caffè filosofico (dal francese Café Philosophique) rimanda agli anni del Settecento, quando era comune riunirsi nei salons e nei café per discutere di argomenti di diversa natura.



Pratica nata in Francia come esercizio dell'opinione, non confinato nei complessi problemi filosofici, ha subito varcato i confini nazionali, giungendo anche in Italia. La discussione, nei caffè o in luoghi non convenzionali, è pratica giunta fino ai giorni nostri.

Federico
Virgilio

curriculum

Lorenzo
Limoncelli

curriculum

Caffè filosofico


I Caffé filosofici sono aperti a tutti, non occorrono conoscenze accademiche di alcun tipo, solo la voglia di parlare, pensare, dialogare civilmente con gli altri!

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Chiunque partecipi ad un Caffé filosofico può trascorrere una esperienza stimolante, appassionante, capace di arricchirlo e di fargli riscoprire quelle attività e quei valori che costituiscono i pilastri della cultura umana: l’uso della ragione e la convivenza civile.
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Il Caffè filosofico (o Café philò) contemporaneo nasce a Parigi nel 1992 ad opera del filosofo Marc Sautet che organizzava ogni domenica al Café de Phares, a Place de la Bastille, incontri con amici, conoscenti e curiosi per impegnarsi nello scambio di idee in stile filosofico sui più disparati argomenti.

  


Lo scopo principale di questa pratica filosofica è quello di filosofare insieme: il filosofo si mette a disposizione dei partecipanti, profani più o meno di conoscenza filosofica, per mettere in discussione punti di vista, opinioni comuni, risposte e soluzioni ritenute certe, perché la giusta posizione del filosofo è quella dell’interrogare, non affermare, ‹‹mettere in dubbio›› ciò che pensiamo di sapere, ‹‹vederci chiaro›› lì dove l’insensatezza, la contraddizione, il paradosso minano le nostre certezze.

   

In questo senso la filosofia rappresenta ‹‹uno stato d’animo, un modo di usare l’intelletto››. Il dibattito comune, nel quale ognuno può prendere parte, proporre la propria opinione, difenderla e sottoporla all’esame altrui, e la riflessione collettiva, che impegna ciascuno alla ricerca di una possibile soluzione della questione discussa, sono elementi essenziali caratterizzanti il Café philò. Pertanto questa pratica filosofica si configura come luogo adatto a riscoprire la fiducia nella ragione e nella democrazia, riconsegnando al filosofo (e alla filosofia) il suo ruolo perenne:


"La vocazione del filosofo non è di tacere. Non è ripiegandosi su se stesso che sostiene il suo ruolo, ma andando per la strada, in città, mescolandosi alla vita della gente, passeggiando nella piazza del mercato, tra la folla di venditori e imbonitori. Interrogando gli uni e gli altri. Discutendo. Non perché sa, perché dispone di un sapere superiore, ma perché invidia coloro che sanno o pretendono di sapere. Vuole sapere, ma non vuole essere ingannato. E, se ha una cosa da insegnare, è questa. Ha bisogno di applicazione, di metodo, attenzione, concentrazione, calma, ma anche del contrario: il confronto con la realtà, il rapporto con la gente, la sfida a coloro che abusano degli altri. La meditazione e la lotta. Il silenzio e il brusio. La solitudine e l’agorà ". (M. Sautet “Socrate al caffè”)

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