14 luglio - TEATRO KEIROS

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14 luglio

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Venerdì 14 Luglio ore 21.30

Federico
Virgilio
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La bellezza in movimento



La passeggiata desidera offrire occasione di riflessione comune e condivisa sul concetto di Bello e sulla possibilità di costruire su di esso una via culturale per l’umanità del XXI secolo. A partire da alcuni stimoli testuali offerti dal Simposio e dal Fedro di Platone, si cercherà di concentrare l’attenzione sulla relazione fra il soggetto e la Bellezza per giungere a rivalutare il Bello non solo come ideale estetico, ma anche come fine  culturale capace di elevare l’uomo dalla oscurità della confusione e del disordine all’armonia cui rimanda la Bellezza come conquista di libertà. Il palcoscenico concreto della passeggiata sarà la piazza, luogo d’incontro per eccellenza fra le persone e il confronto delle proprie idee. In tal senso le piazze di Roma costituiscono le tappe fondamentali di un pensiero che si mette in movimento nella ricerca comune, realizzando così la massima di Socrate, per il quale ‹‹una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta›› (Apologia di Socrate, 38 A).


Itinerario notturno  in
Piazza di Spagba - Piazza Colonna
Piazza di Pietra - Piazza S. Ignazio




La passeggiata filosofica




Il significato filosofico della passeggiata è da sempre intrinsecamente connesso con il momento della meditazione, tanto di alto profilo, quanto quotidiana, alla mano, alla portata di tutti. Per non dire poi del fatto che, nella scuola peripatetica, essa si traduce nel modo stesso in cui è articolata la lezione, nel rapporto che si dà fra docente che guida e discenti che lo seguono.

E, anche in questo caso, ad aprire i giochi è stato Platone. In lui troviamo, infatti, il primo esempio di passeggiata come forma di meditazione, nel senso che essa fa da cornice a uno dei suoi dialoghi più belli: il Fedro. Il quale inizia con Socrate che incontra Fedro alle porte di Atene, diretto a cercare sollievo alla calura estiva fuori le mura della città. Il primo decide, così, di unirsi al secondo, per ascoltare, riferito da lui, il discorso sull’amore tenuto, poco tempo prima, dal più grande retore di quel momento: Lisia. Il proposito dei due è di trovare un sito tranquillo in cui sostare, lungo le rive del fiume Ilisso, luogo che individuano all’ombra di un platano altissimo, presso il quale si leva una brezza refrigerante e dove fiorisce un soffice tappeto d’erba sopra cui distendersi.

Ora, è proprio qui che Socrate, elogiando il carattere “sacro” del luogo in cui si trovae affermando di sentirsi particolarmente ispirato e, quindi, in piena sintonia atmosferica con esso, pronuncia il suo famoso discorso imperniato sul tema dell’amore. E all’amore Platone dedica – come si sa – non solo il Fedro, ma anche il Simposio, dialogo che, forse non a caso, mette in scena anch’esso, nel prologo, una passeggiata filosofica. Qui, Glaucone ed Apollodoro, camminando, fanno il percorso inverso a quello di Socrate e Fedro. Si incontrano, infatti, fuori le mura della città e il primo chiede al secondo se, lungo la via del ritorno, può raccontargli i particolari di un simposio tenutosi, diverso tempo prima, a casa di Agatone, a cui avevano partecipato i convitati, fra cui lo stesso Socrate, che si erano intrattenuti discorrendo, fino all’alba, sul tema dell’amore. Un passo del Simposio (173b), su cui vorremmo richiamare l’attenzione, è laddove Glaucone dice ad Apollodoro che la passeggiata sembra fatta apposta per parlare e per ascoltare: parlare e ascoltare che non sono altro che le due articolazioni strutturali di cui vive il dialogo. Dobbiamo chiederci, così, se, in Platone, uno che non ha scritto altro che dialoghi – visto che anche l’Apologia di Socrate, in qualche modo, lo è –, non si dia una connessione strettissima fra metodo di ricerca dialogico e passeggiata.

La nostra ricognizione poi prosegue prendendo in considerazione altri esempi di passeggiata come “esercizio spirituale” quotidiano e forma di meditazione, relativi a un altro filosofo: J.-J. Rousseau e a due scrittori: H. D. Thoreau e R. Walser.

Giuseppe D'Acunto - Federico Virgilio

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