14 maggio - TEATRO KEIROS

Vai ai contenuti

Menu principale:

14 maggio

QUESTO MESE > info in dettaglio

Domenica 14 Maggio ore 18

Salvatore Vaccarella
curriculum

Franz Liszt
(Raiding 1811 - Bayreuth 1886)


Alberto Ginastera
(Buenos Aires 1916 - Ginevra 1983)


Il giro del mondo in 88 tasti


Il giro del mondo in 88 tasti è un viaggio attraverso le tradizioni musicali d’Europa e d’oltreoceano che diventano immortali capolavori del repertorio pianistico grazie al genio dei più grandi compositori dell’Ottocento e del Novecento.

La prima parte programma, incentrata sulle tradizioni musicali europee, inizia con il Valse-Caprice n. 3 tratto da Soirées de Vienne, in cui Franz Liszt rielabora alla sua maniera alcune danze e melodie tipiche austriache, tra cui Valzer e Ländler, che Franz Schubert inserì in numerose raccolte, come le Originaltänze e i Valses sentimentales, e che risuonavano nei salotti viennesi.


La Tarantelle pur-sang avec la traversée de la procession, tratto dai Péchés di Vieillesse di Gioacchino Rossini, è la descrizione musicale di una festa religiosa popolare a Napoli in cui il ritmo gioioso di una vivace tarantella si alterna improvvisamente a un intimo corale di preghiera.

La Polonaise, danza tipica della Polonia insieme alla Mazurka, divenne proprio con l’op. 26 di Fryderyk Chopin quasi l’emblema di un’intera nazione oppressa dalla dominazione straniera; la Polonaise op. 26 n. 1 in do diesis minore alterna veri e propri momenti di slancio drammatico caratterizzati dal ritmo tipico della danza a un dolce canto filtrato dalla sua forte vocazione artistica.

Le celebri Rapsodie Ungheresi di Franz Liszt sono rielaborazioni virtuosistiche di melodie e brani popolari come il Verbunkos, danza divisa in diverse parti caratterizzata da diversi andamenti, che il compositore ungherese padre del recital pianistico scrisse cercando di mettere in risalto tramite il pianoforte le sonorità timbriche degli strumenti popolari della sua terra come il violino, la fisarmonica, il contrabbasso e il cimbalom.

Nella Dumka op. 59 di Pëtr Il’ic Ciajkovskij, pezzo più da concerto che da salotto sottotitolato Scena rustica russa, troviamo due aspetti fondamentali della musica tradizionale dell’est Europa, rappresentati da una dolente melodia di carattere elegiaco, la Dumka vera e propria, canto in tempo lento di origine ucraina, e il ballabile della parte centrale, denso di virtuosismi, che richiama i ritmi vivaci delle danze cosacche come il Trepak.


La seconda parte del programma, dedicato alle tradizioni musicali d’oltreoceano, comincia con Pagodes, il primo brano della suite Estampes di Claude Debussy; il compositore francese, incantato dalle musiche e dagli strumenti orientali che invasero Parigi durante l’Esposizione Universale del 1889, volse spesso il suo sguardo a oriente. In questo brano, come in un quadro di un pittore impressionista, si immagina l’atmosfera di un paesaggio asiatico in cui le imponenti pagode si erigono tra fiumi e rivoli d’acqua e fanno da cornice alle passeggiate di solenni sacerdoti ed eleganti geishe.

I Tre Preludi di George Gershwin risultano tra i pochi brani per pianoforte solista scritte dal compositore americano celebre per la Rapsodia in Blue, Un americano a Parigi, e le songs come Summertime, I got rhythm o The man I love. In questi tre brevi pezzi si trovano tutte le sonorità americane contaminate da jazz, blues e ragtime, che contraddistinguono l’intera opera del compositore di Brooklyn.

Lo Chôro, termine che in lingua portoghese vuol dire lamento o pianto, è la struttura portante della musica tradizionale brasiliana che nasce dall’esecuzione del repertorio delle danze europee con forti influenze dei ritmi indigeni e africani. Il compositore Heitor Villa-Lobos, definendolo come l’essenza dell’anima musicale brasiliana, compone una serie di quindici Chôros per strumenti e organici diversi tra cui soltanto il quinto, sottotitolato proprio Alma Brasileira, è stato scritto per pianoforte solista.

Nelle tre Danzas Argentinas di Alberto Ginastera vengono messi in risalto gli elementi più caratteristici delle culture precolombiane ovvero i ritmi di danza e i temi folkloristici della tradizione. In questa descrizione musicale della cultura tradizionale argentina si comincia con la danza dinoccolata del vecchio allevatore di buoi (Viejo Boyero), passando alla sensuale danza lenta di una donna piacente (Moza Donoza) per finire con i ritmi furiosi ispirati a uno dei personaggi più caratteristici delle pampas dell’America del sud, il mandriano selvaggio (Gaucho Matrero)che vive lontano dalla società.

Salvatore Vaccarella

sopra, Pëtr Il’ic Ciajkovskij (Votkinsk 1840 - San Pietroburgo 1893);  Gioachino Rossini (Pesaro 1792 – Passy 1868);
George Gershwin (Brooklyn 1898 – Hollywood 1937)

Il giro del mondo in 88 tasti

programma

 

Franz SCHUBERT- Franz LISZT

Claude DEBUSSY

Valse caprice n. 4 (da Soirées de Vienne)

Pagodes (da Estampes)

 

Gioachino ROSSINI

George GERSHWIN

Tarantelle pur-sang avec
la traversée de la procession

Three Preludes

 

Frédéric CHOPIN

Heitor VILLA - LOBOS

Polonaise op. 26 n. 1

Chôros n. 5 (Alma Brasileira)

 

Franz LISZT

Alberto GINASTERA

Rapsodia Ungherese n. 3

Danzas Argentinas op. 2

 

Pëtr Il’ič ČAJKOVSKIJ

Dumka (scena rustica russa)

 

.

Torna ai contenuti | Torna al menu