14 marzo - TEATRO KEIROS

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14 marzo

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Giovedì 14 Marzo ore 21

Andrea Scalzo
curriculum

Programma

 

Domenico SCARLATTI

Sonate k67, k87, k318

 

Johann Sebastian BACH/ SILOTI

Preludio per organo in sol minore

 

Franz Joseph HAYDN

Sonata Hob. XVI 50

 

Robert SCHUMANN

Intermezzi op.4

 

Maurice RAVEL

Valses nobles et sentimentales

 

Domenico Scarlatti
(Napoli 1685 – Madrid  1757)
ritratto di Domingo Antonio Velasco, 1738

Johann Sebastian Bach
(Eisenach 1685 – Lipsia 1750)
ritratto di Elias Gottlob Haussmann, 1746

Franz Joseph Haydn
(Rohrau 1732 – Vienna 1809)
dipinto di Thomas Hardy, 1792


Il suono e il suo mistero

Dal mondo barocco ai colori del '900



Questo concerto offre un viaggio che percorre l'evoluzione degli strumenti a tastiera dal clavicembalo al pianoforte moderno.

Nella prima parte sono presenti 3 sonate di
D. Scarlatti: in questi brevi brani, costituiti generalmente di un solo movimento bipartito, Scarlatti si dimostrò pioniere di tecniche tastieristiche nuove per i suoi tempi. La sua opera cembalistica - Scarlatti compose 555 sonate per clavicembalo - costituisce la maggiore eredità del musicista napoletano, e ciò è dimostrato anche dal peso ad essa attribuito dalla tradizione didattica non solo cembalistica, ma anche pianistica.

Da Scarlatti si passerà ad
Haydn, con la sua sonata in do maggiore Hob. XVI:50 composta a Londra nel 1794. Questa sonata, insieme alle sonate n. 51 in re maggiore e n. 52 in mi bemolle maggiore, rappresenta la sua ultima fatica nel campo della Sonata pianistica.

Tra Scarlatti ed Haydn verrà eseguita una trascrizione di Siloti del preludio in sol minore per organo di J.S Bach.

Nella seconda parte sono presenti gli intermezzi dell'op.4 di
Schumann composti nel 1832, da considerarsi come una sorta di 'suite' da eseguirsi preferibilmente integralmente. Abbastanza trascurati dai pianisti, se si considera il numero ben superiore di esecuzioni di opere come Kleisleriana, Carnaval o gli stessi Papillons, gli intermezzi op.4 sono un'opera di grande impegno intellettuale, caratterizzata da significati reconditi di grande interesse.

È a causa di questa osticità del lavoro, di questa scarsa propensione alla fascinazione immediata che la loro frequentazione da parte degli esecutori non è così assidua.

A chiudere il concerto saranno i Valses nobles et sentimentales di Maurice
Ravel.

Composti nel 1911 i Valses nobles caratterizzano una svolta decisiva per la semplificazione della scrittura pianistica e la maggiore plasticità di linee e di contorni che ne deriva, ma anche per una nuova asprezza armonica e l'abbandono di ogni decorativismo.

Lo stato d'animo che anima l'opera sta tutto in quelle parole di Henri de Regnier poste come motto sulla prima pagina: «Le plaisir délicieux et toujours nouveau d'une occupation inutile». Un misto di tenerezza e di malinconia, quindi, di ironia, di raffinatezza e di nostalgia romantica.


Andrea Scalzo

Robert Schumann
(Zwickau 1810 – Endenich 1856)
litografia di Joseph Kriehuber, 1839

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Maurice Ravel
(Ciboure 1875 – Parigi 1937)

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