15 settembre - TEATRO KEIROS

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15 settembre

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Sabato 15 Settembre ore 21


Jouer et danser

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Un duo sperimentale che fonde la musica classica con quella balcanica, ritmi argentini con il jazz d’avanguardia, utilizzando l’elettronica in maniera innovativa. E’ questa l’essenza del Dos Duo Onirico Sonoro, band formata da Annalisa de Feo, pianista compositrice, e il percussionista Marco Libanori
Con Jouer e Dance,  secondo album del Dos /della band pubblicato dall’etichetta Filibusta Records,  i due musicisti hanno dato vita ad un universo sonoro dai mille colori e dalle mille sfaccettature.

Pur rimanendo fedeli alla propria identità permeata di eclettismo, i “DOS” acquistano una nuova veste e si spingono più in là rispetto alle sonorità del primo album. La sorpresa e l’inaspettato insieme uniti alla diversità di input e suggestioni rimangono la chiave di lettura della band che ora abbraccia un respiro più ampio.

La forza del duo, dunque, rimane quella di non dare punti di riferimento utilizzando linguaggi e colori che insieme creano un suono unico, dinamico, dal grande impatto emotivo.

A fare la differenza è l’elettronica che unita a suoni classici e provenienti da diverse tradizioni, sposta il suono del duo verso l’avanguardia ed una sperimentazione continua.

Jouer et Danser, title track dell’album, è un brano quasi dance dove l’elettronica gioca un ruolo importante.



Rappresenta uninno alla libertà, un invito a vivere la vita senza porsi vincoli riscoprendo la capacità innata di danzare, ballare e“giocare” e la possibilità di star bene partendo proprio dal “risveglio” di sestessi. Il disco alterna anche brani dal forte impatto timbrico come Train to forbiddenForest, anch’esso caratterizzato da un’elettronica aggressiva e incalzante, a brani dal sapore più visionario e dal carattere onirico quali Socuseira e il Dono. Quest’ultimo, caratterizzato da una melodia minimale, si distingue dagli altri per i toni classicheggianti e più tradizionali. In ArabicBreath, su un tessuto di piano e percussioni che procede incalzante in sette quarti, si staglia improvvisamente un “soffio arabo”, una voce maschile che canta in lingua araba (un simple mp3) e che ossessivamente procede echiude insieme agli strumenti. Con Miravora invece il duo sperimenta la forma più standard della Ballad, per la prima volta con testo in italiano e l’introduzione di basso, clarinetto e trombone.Kyouu è, invece, un brano che trae ispirazione dalle atmosfere create dai Taiko (tamburi giapponesi) e dal pensiero che natura e uomo sono l’una parte dell’altro.Le petitelfe, track di chiusura, è una composizione che ricorda le orchestrine circensi, con una nota di leggerezza e vanita accompagnata da fragorosa risata beffarda che chiude il disco in maniera quasi teatrale.

Ogni brano di questo nuovo lavoro discografico ha una forte identità e al contempo contribuisce alla realizzazione di un cerchio, dove il “fiabesco e il magico” insieme con l’elettronico e l’acustico si fondono continuamente.

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