16 dicembre - TEATRO KEIROS

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16 dicembre

QUESTO MESE > info in dettaglio

Domenica 16 Dicembre ore 18

Brunella
Domenichiello

curriculum

Giuseppe
Spera

curriculum

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Dialoghi musicali

Programma

 

Wolfgang Amadeus MOZART

Sonata per pianoforte e violino n. 21 in mi min. K. 304 (300 c)
-
Allegro
- Tempo di Minuetto

 

Ludwig van BEETHOVEN

Sonata per pianoforte e violino n. 5 in Fa Magg. op. 24 'La Primavera'
- Allegro
- Adagio molto espressivo
- Scherzo. Allegro molto
- Rondò. Allegro ma non troppo

 

Robert SCHUMANN

Sonata n. 1  per violino e pianoforte op. 105
-
Mit leidenschaftlichem Ausdruck
- Allegretto
- Lebhaft

 

Ludwig van Beethoven
(Bonn 1770 – Vienna 1827)
dipinto di Joseph Karl Stieler,1820

Wolfgang Amadeus Mozart
(Salisburgo 1756 – Vienna 1791)
ritratto postumo di Barbara Krafft (1819)

Robert Schumann
(Zwickau 1810 – Endenich 1856)
litografia di Joseph Kriehuber, 1839


Dialoghi musicali

La Sonata per violino e pianoforte n. 21 in mi minore K. 304 Mozart la scrisse nel 1778 a Parigi, in un periodo in cui, all’età di ventidue anni egli aveva per la prima volta percorso le più profonde tonalità emotive del dolore, quali quelle legate all’amore per la giovane Aloysia Weber, appena naufragato prima di giungere in Francia e all’improvvisa morte della madre che lo aveva accompagnato in quella città.

I tempi della sonata sono due: nel primo movimento il compositore salisburghese sembra esasperare gli elementi tematici sin dalla prima esposizione, come fossero in continua lotta tra loro; lo stesso Hermann Abert ebbe a dire che il tema del movimento di apertura si contraddistingue «tra stanca rassegnazione e incontenibile ribellione», un conflitto in cui le sonorità sono tese e ben evidenziate tra loro. Il secondo movimento nel “tempo di minuetto” rileva invece una sensibile drammaticità a cui fa da contraltare il meraviglioso e luminoso mi maggiore prima di ritornare al mi minore iniziale.

Anche nella sonata op. 24 di
Beethoven conosciuta meglio con il titolo di Primavera (dovuto all’editore Mollo - di Vienna -che la stampò nel 1802) figurano nel primo movimento temi fortemente contrastanti per carattere: la compiuta felicità melodica del primo tema, dispiegata in un sereno fa maggiore, modalità espressiva abbastanza rara in Beethoven e un energico secondo tema (do maggiore e poi minore) che sembra voler sopraffare il primo; quest’ultimo però avrà la sua rivincita nella coda, peraltro nel registro grave del pianoforte. L’Adagio molto espressivo in si bemolle maggiore rileva un candore apolinneo da profondi elementi tematici in stretto dialogo tra i due strumenti. Lo Scherzo, di proporzioni ridottissime si basa su una geniale invenzione ritmica che alternata  incisi in levare e in battere a cui si contrappone il Trio con rapidi movimenti scalari in crescendo. L’Allegro ma non troppo, costruito sottoforma del Rondò Sonata (A-B-A-C-A-B'-A), presenta un tema tranquillo, che nel corso del finale, viene riproposto quattro volte di cui l’ultima variata.  In contrapposizione ai temi enunciati è il tema (C) sincopato, impreziosito da figurazioni terzinate che richiedono grande virtuosismo tecnico. Un’ampia progressione armonica amplifica la sezione conclusiva.





Nelle composizioni di Robert
Schumann viene rispettata la forma classica della sonata con un richiamo dei temi da un movimento all’altro (ad esempio la frase iniziale del primo movimento si riaffaccia nell’ultimo tempo), in cui gli aspetti melodici e ritmici si fondono con grande equilibrio. L’anima schumanniana intrisa dei personaggi del malinconico Eusebio e dell’appassionato Florestano (già descritti nell’opera pianistica Davidsbündlertänze, la lega dei fratelli di David, rivolta ad abbattere e sconfiggere il filisteismo e la mediocrità nell'arte) è svelata anche nelle sonate.

La prima sonata per violino e pianoforte op. 105 nella tonalità di la minore si distingue per il suo afflato romantico nel quale il violino più volte torna sulla stessa frase quasi a voler riaffermare la stupenda melodia tematica del primo movimento. Più disteso appare l’Allegretto che presenta elementi tematici cantabili e meditativi. L’ultimo movimento in tempo Vivace sottolinea una sorta di inquietudine scaturita da una scrittura ritmica frenetica che denota una sorta di inseguimento tra il violino e il pianoforte la cui corsa sembra quasi voler delineare un’insoddisfazione di aspirazioni ideali tipiche della personalità schumanniana.


Duo Spera- Domenichiello

Beethoven, dalla Sonata per pianoforte e violino op. 24 'La Primavera' - Allegro
Duo Spera - Domenichiello

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