18 luglio passeggiata - TEATRO KEIROS

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18 luglio passeggiata

QUESTO MESE

Giovedì 18 Luglio ore 21.30

Federico
Virgilio

curriculum

L'Amore e la Città Eterna



L'amore si può dire in molti modi, in relazione a ciò che si ama e alle proprie esperienze personali: la passeggiata filosofica sull'amore si propone un itinerario che, attraverso le diverse accezioni di amore, amore-percorso, amore-passione, amore-solidarietà, ci farà scoprire la ricchezza inesauribile di uno dei capisaldi della vita umana, perché non si può vivere senza amore...e come dice Dante: <<L'amor che move il sole e l'altre stelle>>, Paradiso, XXXIII, v.145).

Itinerario :

Piazza del Popolo

Via del Corso / Casa di Goethe

Piazza Augusto Imperatore / Ara Pacis

Piazza Borghese


La Passeggiata filosofica



Il significato filosofico della passeggiata è da sempre intrinsecamente connesso con il momento della meditazione, tanto di alto profilo, quanto quotidiana, alla mano, alla portata di tutti. Per non dire poi del fatto che, nella scuola peripatetica, essa si traduce nel modo stesso in cui è articolata la lezione, nel rapporto che si dà fra docente che guida e discenti che lo seguono.

E, anche in questo caso, ad aprire i giochi è stato Platone. In lui troviamo, infatti, il primo esempio di passeggiata come forma di meditazione, nel senso che essa fa da cornice a uno dei suoi dialoghi più belli: il Fedro. Il quale inizia con Socrate che incontra Fedro alle porte di Atene, diretto a cercare sollievo alla calura estiva fuori le mura della città. Il primo decide, così, di unirsi al secondo, per ascoltare, riferito da lui, il discorso sull’amore tenuto, poco tempo prima, dal più grande retore di quel momento: Lisia. Il proposito dei due è di trovare un sito tranquillo in cui sostare, lungo le rive del fiume Ilisso, luogo che individuano all’ombra di un platano altissimo, presso il quale si leva una brezza refrigerante e dove fiorisce un soffice tappeto d’erba sopra cui distendersi.

Ora, è proprio qui che Socrate, elogiando il carattere “sacro” del luogo in cui si trovae affermando di sentirsi particolarmente ispirato e, quindi, in piena sintonia atmosferica con esso, pronuncia il suo famoso discorso imperniato sul tema dell’amore. E all’amore Platone dedica – come si sa – non solo il Fedro, ma anche il Simposio, dialogo che, forse non a caso, mette in scena anch’esso, nel prologo, una passeggiata filosofica. Qui, Glaucone ed Apollodoro, camminando, fanno il percorso inverso a quello di Socrate e Fedro. Si incontrano, infatti, fuori le mura della città e il primo chiede al secondo se, lungo la via del ritorno, può raccontargli i particolari di un simposio tenutosi, diverso tempo prima, a casa di Agatone, a cui avevano partecipato i convitati, fra cui lo stesso Socrate, che si erano intrattenuti discorrendo, fino all’alba, sul tema dell’amore. Un passo del Simposio (173b), su cui vorremmo richiamare l’attenzione, è laddove Glaucone dice ad Apollodoro che la passeggiata sembra fatta apposta per parlare e per ascoltare: parlare e ascoltare che non sono altro che le due articolazioni strutturali di cui vive il dialogo. Dobbiamo chiederci, così, se, in Platone, uno che non ha scritto altro che dialoghi – visto che anche l’Apologia di Socrate, in qualche modo, lo è –, non si dia una connessione strettissima fra metodo di ricerca dialogico e passeggiata.

La nostra ricognizione poi prosegue prendendo in considerazione altri esempi di passeggiata come “esercizio spirituale” quotidiano e forma di meditazione, relativi a un altro filosofo: J.-J. Rousseau e a due scrittori: H. D. Thoreau e R. Walser.

Giuseppe D'Acunto - Federico Virgilio

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