20 ottobre - TEATRO KEIROS

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20 ottobre

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Giovedì 20 Ottobre ore 21

Gabrio Bevilacqua
bio

Ermanno Baron
bio

Lorenzo Colombini
'Puccini' , da Spazio 1976

Spazio 1976


Lo SPAZIO è quel luogo indefinito e illimitato nel quale pensiamo tutte le cose materiali. Esse acquistano un’ estensione, occupano una parte di esso e vi assumono una posizione. Lo spazio diventa l’ambito per una scienza dei rapporti: la realtà che ci circonda vive del rapporto tra oggetto e campo nel quale acquista senso.

Così come il suono singolo prende senso solo all’interno di uno spazio sonoro; qui lo spazio sonoro è quello delimitato da pianoforte, contrabbasso e batteria, e i suoni acquistano un’estensione, occupano una parte di quello spazio e vi assumono una posizione per poi rimbalzare, trasformandosi per poi sparire.

La melodia è l’oggetto creato e lo spazio sonoro delimitato dai tre musicisti è il campo dentro il quale acquista significato.

Lo SPAZIO oltre che contesto per creare musica può diventare il tema stesso della musica e per svolgerlo i musicisti si interrogano sugli innumerevoli usi del termine: si può parlare di spazio celeste, spazio architettonico, spazio urbano, spazio marino, spazio affettivo, spazio corporeo, spazio geografico, spazio narrativo, spazio psichico, spazio misurabile. . .

Ogni brano del trio trio è una riflessione musicale su uno di questi concetti di spazio.

Il gruppo propone materiale originale composto dal pianista e sviluppato insieme agli altri due musicisti.

Il pianista toscano Lorenzo Colombini, dopo un percorso didattico istituzionale (Conservatorio, diplomi jazz e master), si dedica alla ricerca di un linguaggio pianistico che mescoli tre elementi: musica colta europea, tradizione afro americana, tecniche improvvisative contemporanee. Il tutto cercando di mantenere intatto il gusto per la melodia che emerge sempre nei suoi brani originali.

Il contrabbassista palermitano Gabrio Bevilacqua apporta alla musica del trio le sua doti melodico-espressive e creative tipiche di un grande improvvisatore quale egli è.

Il batterista romano Ermanno Baron riesce a fondere con naturalezza le sue doti tecniche con la sua illuminata sensibilità musicale: il suono della batteria entra nella musica e si stabilisce in continuo rapporto con la composizione.

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