22 marzo - TEATRO KEIROS

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22 marzo

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Venerdì 22 Marzo ore 21

Rapsoduo

Paola Venditti
curriculum

Ruggero Russi
curriculum

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sopra, i compositori in programma:
Claude Debussy (Saint-Germain-en-Laye 1862 – Parigi 1918)
Camille Saint-Saëns (Parigi 1835 – Algeri 1921)
Franz Liszt (Raiding 1811 – Bayreuth 1886)
Sergej Rachmaninov (Novgorod 1873 -  Beverly Hills 1943)
George Gershwin (New York1898 – Los Angeles 1937)


 


Suonare a quattro mani è un’esperienza unica nell’ambito dell’esecuzione musicale, perché in nessun altro caso si condivide lo stesso strumento, spalla a spalla, palmo contro palmo.

È un’esperienza che favorisce l’interazione sociale: bisogna infatti imparare a condividere gli stessi spazi, spesso assai ridotti, a spostarsi per tempo da un accordo, ad arrivare sul tasto puntuali, ad attaccare il suono esattamente insieme. È anche un’esperienza etica, se vogliamo: nonostante le parti si chiamino “primo” e “secondo”, quasi mai una delle due è davvero dominante, e prevale piuttosto un bel principio di aperta democrazia.


E poi c’è il repertorio. La pratica a quattro mani segna il punto di contatto tra il piacevole passatempo domestico e l’impegno della sala da concerto:  grandissimi compositori hanno scritto brani originali per quattro mani, ma con il giusto arrangiamento è anche virtualmente possibile eseguire qualsiasi brano, dal più banale valzer alle più intricate pagine orchestrali (un giorno Igor Stravinskij si presentò a casa di Claude Debussy, sotto il braccio aveva la sua trascrizione a 4 mani della Sagra della primavera che voleva suonare con l’amico)… cosa si vuole di più?

A 4 mani tra '800 e '900

Programma

 

Claude DEBUSSY

Clair de lune

 

Camille SAINT-SAËNS

Danse Macabre op. 40

 

Franz LISZT

Rapsodia ungherese N. 2

 

Sergej RACHMANINOV

Barcarolle op. 11 n. 1

 

George GERSHWIN

Three Preludes

Rhapsody in blue

 


A 4 mani, tra '800 e '900


L’arte di farsi in quattro!

Prima dell’avvento dei media c’erano solo due modi per ascoltare l’ultimo successo sinfonico o strumentale: andare a un concerto, o suonarselo da soli a casa al pianoforte…magari in una trascrizione che riducesse tutte le voci degli strumenti sulla tastiera, imitando però allo stesso tempo l’estensione e gli equilibri fonici dell’orchestra. Per ottenere questo, due mani non sembravano essere abbastanza, e così nei salotti europei si cominciò a suonare a quattro mani, seduti in due davanti a un solo pianoforte.





Partendo dai virtuosismi brillanti di Liszt e Saint Saens, passando per i suoni viscerali di Rachmaninoff  ed evocativi di Debussy per arrivare infine alle contaminazioni Blues e Jazz di Gershwin, cercheremo di accompagnarvi in una serata diversa dove l’ascolto vi guiderà….

Ascoltateci, ci facciamo in quattro per voi!


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