23 ottobre - TEATRO KEIROS

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23 ottobre

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Domenica 23 Ottobre ore 18

Daniela
Cavallini

curriculum

Adriano
Dragotta

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I tempi di Anika

di Ivo Andrić




Da sempre ho trovato irresistibile muovermi danzando trascinata dalle note balcaniche, in un irrefrenabile senso di corsa, di volo e di gioco. Desideravo sposare questa meravigliosa musica a un testo letterario e, parlandone con Adriano Dragotta, ricevo la sua entusiastica adesione al progetto e un suggerimento: ‘I tempi di Anika’ di Ivo Andrić.

Dopo la visita in qualche libreria scopro che il testo è introvabile ma la ‘rete’ mi aiuta a pescare questo piccolo libro che leggo ‘tutto d’un fiato’. Ilmondo di Ivo Andri
ć.ć e la figura femminile di Anika, controversa, demoniaca, bellissima, pura, sempre in bilico tra chi fa giustizia e chi delinque. Essa incarna perfettamente l'ibrido, la dicotomia, il contrario, l'opposto e raccontare la sua storia in poco più di un’ora è una meravigliosa sfida. Così, attraversando il testo dall'inizio alla fine, provvedo a tagli attenti e rispettosi del puro linguaggio dell'autore che non modifichino la trama. I conflitti, le lotte, l’orgoglio di una terra di confine pervade e invade i personaggi di cui Andrić non è mai giudice ma narratore.

Ecco quindi ‘Libro tutto d’un fiato’ che debutta nella rassegna ‘I Nobel della Letteratura’ con Ivo Andri
ć e il suo ‘I tempi di Anika’ con il prezioso contributo musicale di Adriano Dragotta e di Desirèe Infascelli che hanno scelto con maestria e sensibilità antiche danze della tradizione balcanica in tema con il testo. Armonie e melodie in cui scorre la bellezza della contaminazione tra culture, popoli, religioni.


Daniela Cavallini



Désirée
Infascelli
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Ivo Andrić
(Travnik, Bosnia 1892 - Belgrado, Serbia 1975)

Premio Nobel per la Letteratura 1961


Ivo Andrić nasce in Bosnia nel 1892.
Aderisce al movimento irredentista serbo e per questo viene condannato al carcere e al confino. Negli anni seguenti intraprende la carriera diplomatica, soggiornando in diversi Paesi europei: la prima destinazione diplomatica è Roma, presso il Vaticano. Tra il 1939 e il 1941 è ambasciatore a Berlino, ma si ritira dalla carriera diplomatica rifiutando la pensione. La sua cultura cosmopolita gli permette di sviluppare, parallelamente alla carriera diplomatica, una prestigiosa carriera letteraria in cui esprime la sua accanita volontà di contrastare le barriere nazionali e ideologiche descrivendo quel minuscolo lembo di terra dove si è radicato il più eteroclito miscuglio umano immaginabile, dove gli imperi si succedono, le religioni si affrontano, i popoli si spartiscono i paesi. A coronamento di questo suo percorso, nel 1961, gli viene conferito il Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: "per la forza epica con cui ha tracciato e rappresentato i destini umani concernenti la storia del suo paese"
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