28-29 aprile - TEATRO KEIROS

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28-29 aprile

QUESTO MESE > info in dettaglio

Sabato 28 Aprile ore 21
Domenica 29 Aprile ore 18


Naufrag(h)i – Anatomia di un trauma

atto unico ispirato da “Il Marinaio” di Fernando Pessoa



“Cos'è dunque ogni cosa!
Com'è che essa passa?
Com'è dal di dentro,

la maniera in cui passa?”

Perché portare in scena un dramma statico, scritto per essere letto ma non ascoltato?
Questa è stata una delle domande che hanno costellato l'incubazione dello spettacolo, a cui abbiamo trovato la soluzione più semplice: perché è un dipinto, che tenta di immortalare una realtà definibile che si chiude invece con l'ineluttabilità della realtà oggettiva. L'impalpabilità del testo e le sue continue inversioni ci hanno colpito per la fertilità d'immagine e immaginario che pagina dopo pagina Pessoa stende.

Sul testo viene fatto un ulteriore lavoro di scomposizione, dove ogni singola frase trova una sua collocazione simbolica nella dinamica rappresentata in scena che si svolge nel non-luogo per eccellenza: la mente umana, l'unico contesto vero e reale. Concepita come la mente dell'autore, diviene per diretta conseguenza la mente di chiunque, nel più profondo rispetto dell'eteronimia di Pessoa. Vengono mantenuti gli elementi chiave del dramma (le tre veglialtrici, lo spettro della morte, la finestra) ma ne cambia l'identità, aggiungendo azione e suono all'opera per ampliarne l'impatto e la comprensione: le tre vegliatrici rappresentano ora Istinto, Ragione e Inconscio del non-protagonista, che si trovano a fronteggiare per la prima volta il dramma del lutto e ne sperimentano per la prima volta l'incomunicabilità. Viene aggiunto un ulteriore elemento: il canto. Evocato dall'autore nella prima parte dell'opera, qui diviene a tutti gli effetti entità incarnata che guida vegliatrici e spettatori nell'oscuro scrutare tra sogno e reale, tra ricordo del Marinaio e rimosso onirico.

L'azione scenica si srotola sul dualismo dialogo-azione, che in ogni suo elemento trova un riferimento nella rappresentazione: le battute vengono difatti solo pronunciate dalla Ragione e dall'Istinto, mentre l'Inconscio è costretto al silenzio. Attraverso il suo mutismo, però, lo spettatore viene attirato nell'universo mistico proprio di Pessoa dove, attraverso i simboli che vedrà tracciare sul palco dalla nera figura dell'Istinto, troverà la metafora dell'impulso alla metamorfosi Jungiana, diretta conseguenza dell'esistenzialismo di cui l'autore è rappresentante: l'unione degli elementi propri della coscienza umana per superarne dolore e avversità.

Lo scopo dello spettacolo è diretto e impietoso: far si che davanti all'incomunicabilità e l'indicibilità non ci si senta soli nell'afasia e nel congelamento emotivo che il trauma reca con sé. Dall'ascolto e dall'azione scenica il pubblico viene incalzato e suggestionato, e la suggestione diventa il setaccio attraverso cui lo spettatore trova il suo dramma statico, il suo Marinaio e la sua risposta intima e personale.

adattamento e regia:

Samuele Tosi
curriculum

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il cast:

Martina Mastroianni
curriculum

Alessia Sala
curriculum

Francesco D'Ippolito
curriculum

Davide Colnaghi
curriculum

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