29 febbraio - TEATRO KEIROS

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29 febbraio

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Sabato 29 Febbraio ore 20

Francesco Internullo
curriculum

Programma

 

Johann Sebastian BACH

Suite francese n. 5
- Allemanda
- Courante
- Sarabanda
- Gavotta
- Bourrée I
- Loure
- Giga

 

Franz Joseph HAYDN   

Sonata in do maggiore Hob/XVI 48

 

Frédéric CHOPIN

Studi op. 25 n.1, 5, 12

 

Aleksandr SKRJABIN     

Valse op. 38

 

Dmitrij SHOSTAKOVICH

Three Fantastic Dances op.1
- March – Allegretto
- Waltz – Andantino
- Polka – Allegretto

 

Johann Sebastian Bach
(Eisenach 1685 – Lipsia 1750)
ritratto di Elias G.Haussmann (1746)

Franz Joseph Haydn
(Rohrau 1732 – Vienna1809)
ritratto di Thomas Hardy (1792)

Frédéric Chopin
(Zelazowa Wola 1810 – Parigi 1849)
dipinto incompiuto di Delacroix (1838)

Aleksandr Skrjabin
(Mosca 1872 –1915)


Dalla Suite al pezzo breve


Il concerto di questa sera propone un programma musicale dedicato a compositori di diverse nazionalità, ognuno con le proprie cifre stilistiche e inserito in determinate correnti storico-artistiche. Nella prima parte il concerto si apre con musiche di compositori della Germania, partendo con la Quinta Suite Francese di Bach; la Suite è costituita da un susseguirsi di brani costruiti, secondo lo stile polifonico di Bach, su ritmi di danze caratterstiche: Allemanda, Corrente, Sarabanda, Gavotta, Bourrèe, Loure, Giga. Seguirà poi, sempre in area germanica, la Sonata in do maggiore, Hob./XVI 48, di F. J. Haydn, Sonata "atipica" in quanto composta in due soli tempi, con il primo sottoforma di "Andante con espressione" e non in forma sonata come era consuetudine. Entrambi i brani, la Suite e la Sonata, possono essere accomunati per un carattere gioioso e ancor di più giocoso, quasi un riaffioramento dello spirito bambino del compositore  che traspare nella sapienza compositiva della forma (e del contrappunto) ormai mature.

Attraverso una serie di brani molto brevi ma fortemente caratterizzati ci sposteremo a Est nella seconda parte, passando per la Polonia attraverso gli Studi di Chopin: si tratta di brani molto brevi composti partendo da una singola precisa difficoltà tecnica presa come pretesto per creare delle vere e proprie opere d'arte. I tre studi in programma (op. 25 n. 1, 5 e 12) hanno assunto nel tempo una fama immensa tanto da avere  assunto ciascuno un vero e proprio "soprannome": L'"Arpa eolia" per il n. 1 (come soprannominato da Schumann, nella sua rivista musicale, in una famosa recensione sull'esecuzione dello studio da parte dello stesso Chopin); lo studio delle "Note sbagliate" per il n. 5, proprio per le dissonanze ripetute nel tema principale che lo rendono particolarmente sfuggente, fino alla sublime parte centrale, dove un canto di un violoncello si staglia su un basso profondo e si nasconde tra gli arpeggi continui della mano destra; lo studio "Oceano" per il n.12, suscitando nell'immaginazione dell'ascoltatore (e dell'esecutore) i continui arpeggi a due mani che vanno su e giù rapidissimi per la tastiera del pianoforte come onde violentissime in un oceano in tempesta. Dalla Polonia approdiamo infine in Russia all'inizio del '900, dove ascolteremo alcuni brevi brani dove la fantasia del compositore si esprime in forma di danza: dopo il virtuosistico e romantico Valse op. 38 di Skrjabin il concerto si concluderà con le "Tre danze fantastiche" di Shostakovich, la prima opera edita di uno dei più grandi compositori della storia.

Francesco Internullo

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