30 novembre - TEATRO KEIROS

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30 novembre

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Venerdì 30 Novembre ore 21

Carolina Quirico
curriculum

Ludwig van Beethoven
(Bonn 1770 – Vienna 1827)

Variazioni e dintorni

Che cos’è la variazione?

Per variazione s’intende ogni riproposizione di un'idea musicale in cui essa subisca modifiche, più o meno profonde, rispetto alla sua forma originaria. Le modifiche possono riguardare qualunque aspetto dell'idea di partenza, come l'armonia, la melodia, l'articolazione del contrappunto, il ritmo, il timbro strumentale, la dinamica e perfino l'organizzazione formale.

Tutti questi elementi costituiscono il filo conduttore del pianorécital Variazioni e dintorni, un percorso conoscitivo della variazione a partire dal classicismo, con le Variazioni WoO 73 di Beethoven sul tema dell’aria “La stessa, la stessissima” del Falstaff di Antonio Salieri, passando attraverso il romanticismo, con le Scene Infantili e gli Impromptus Op. 5 di Robert Schumann, per giungere all'evoluzione della variazione in epoca contemporanea, con gli Undici Pezzi Infantili di Alfredo Casella.

Le Variazioni WoO 73, in si bemolle maggiore, su tema dell’aria “La stessa, la stessissima” nell’opera “Falstaff” di Salieri, dedicate alla contessa Babette von Kegleverich, furono composte da Beethoven molto rapidamente, nel febbraio 1799, un mese dopo la rappresentazione dell’opera stessa a Vienna.

Il manoscritto originale è sconosciuto, ma analizzando il brano, risultano di grande rilievo il passo cromatico posto a base della prima variazione, la melodia della quinta in minore; quella cantabile, se non più intimamente espressiva, dell’ottava. La nona palesa uno spirito di scherzo; l’ultima, alla austriaca, richiama il tipo di quelle forme popolaresche ricorrenti, non di rado, nelle opere di Beethoven.

Intorno al 1838, Robert Schumann compose una serie di trenta pezzi “caratteristici”, piccole schegge del suo immenso mondo poetico: tredici di questi brani divennero le Kinderszenen op. 15, piccole scene di vita familiare, ricordi indimenticabili di un bambino sensibile filtrati dalla mano delicatissima di un poeta. Ispirate dalle lettere scritte dalla moglie Clara Wieck riguardo all'animo a volte fanciullesco, secondo lo stesso Schumann in esse "Vi è un po' di tutto e al tempo stesso sono pezzi facili da ricordare".


Robert Schumann
(Zwickau 1810 – Endenich 1856)

Le Scene Infantili sono brevi composizioni basate su un principio ricorrente nella musica Schumanniana, quello dell’organizzazione in cicli delle piccole forme. In particolare, esse fanno parte, assieme alla "Kreisleriana", dei cicli poetici del compositore tedesco: idee ed eventi, in questo caso reminiscenze infantili, vanno a conferire un'intensificazione fantasiosa all'espressione musicale.

programma

 

Ludwig van BEETHOVEN

Zehn Variationen űber 'La stessa, la stessissima' aus Falstaff von Antonio Salieri  (WoO 73)
Dieci variazioni su 'La stessa, la stessima'
dal
Falstaff di A. Salieri

 

Robert SCHUMANN

Kinderszenen, op. 15 I

Impromptus, op. 5

 

Alfredo CASELLA

11 Kinderstűcke, op. 35

 


Inizialmente l'autore le definì scene infantili composte per bambini da parte di un adulto, ma in seguito modificò il proprio giudizio in "Reminiscenze per adulti da parte di un adulto"; non più musica per i bimbi bensì sui bimbi.

Schumann compose gli Impromptus op. 5 nel 1833, quando conobbe Clara Wieck, figlia del suo Maestro di pianoforte e sua futura consorte. Anche se tra i due non si può parlare già d'amore, si può essere certi del loro comune interesse per la musica. Ai tempi, la giovane pianista e compositrice aveva 14 anni e aveva appena composto una Romance Variée (Op. 3), costruendo il tema su un basso fornitole da Robert.
A sua volta lui scrisse una serie di "improvvisi", che sono di fatto 10 variazioni sulla melodia di quella Romanza, facendone dono al padre di lei per il suo compleanno.

Vediamo che Schumann, dopo le variazioni A.B.E.G.G. op. 1, risalenti a qualche anno prima, ritorna presto sulla forma della variazione: forse per mettere delle griglie e strutturare più rigorosamente un animo esuberante e un poco indisciplinato.



Alfredo Casella
(Torino 1883 – Roma 1947)

Nel libro autobiografico I Segreti della Giara Alfredo Casella definisce il posto che gli Undici Pezzi Infantili op. 35, composti nel 1920, occupano nella evoluzione della sua arte: «essi segnano la liberazione ultima dalle incertezze e dagli esperimenti e l'entrata sicura e consapevole in una fase creatrice ormai personale e chiarificata».

«E' un gioco di mutanze, se si vuole», ne scriveva Gastone Rossi-Doria «di trovate, di partiti, di trucs (che non è "trucchi"). Denominatore pressoché comune dall'uno all'altro pezzo è l'ostinato a pedali doppi o multipli, (o almeno ritmico o melodico) che, se fornisce in alcuni quel chiaro partito per la pianificazione politonale da alcun teorico esemplificato, appunto con le larghe applicazioni caselliane dell'op. 35, in altri s'accorda liberamente con l'armonia del canto».

Carolina Quirico

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